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Carte Conversazione

❓ 20 domande

Ottanta carte per giocare a 20 Domande: uno pensa a una cosa precisa, gli altri hanno venti domande da sì o no per scoprirla.

Come funziona 20 Domande

Chi tiene il gioco pensa a una cosa, una sola, e non la dice a nessuno. Gli altri fanno a turno domande a cui si risponde solo sì, no o forse. Sullo schermo c'è un contatore che parte da venti: ogni volta che premi Sì, No o Forse scende di uno, e la barra si accorcia sotto gli occhi di tutti. Quando qualcuno ci prende, si preme «Indovinato» e l'app mostra in quante domande ce l'avete fatta. Se il contatore arriva a zero, vince chi pensava.

A cosa servono le carte

Il punto debole della versione a voce è sempre lo stesso: chi deve pensare resta cinque minuti a fissare il soffitto e poi sceglie «il gatto». Prima di iniziare puoi toccare il pulsante dell'idea e l'app ti suggerisce in segreto una delle ottanta carte, per esempio Un tipo di formaggio, Un'app che usi ogni settimana o Qualcosa che ti sveglia la mattina. Tu scegli un oggetto preciso dentro quella traccia, nascondi lo schermo e il gioco parte. Se la carta non ti ispira, la freccia te ne propone un'altra.

Un esempio di partita

Giulia pesca Una città italiana e decide per Matera. Le domande arrivano così: «È al nord?» No. «Sta sul mare?» No. «Ci sono più di un milione di abitanti?» No. «È famosa per un piatto?» Forse. «Ci hanno girato un film famoso?» Sì. A quel punto il contatore segna quindici, qualcuno prova Alberobello, un altro dice «i Sassi!» e al sedicesimo tentativo è fatta. L'app registra cinque domande usate e si ricomincia con chi ha indovinato.

Varianti da provare

  • Dieci domande secche: si gioca con lo stesso contatore ma si deve indovinare prima che scenda a dieci. Obbliga a domande larghe e intelligenti.
  • Squadre: due gruppi alternano le domande, chi indovina prende un punto e sceglie il prossimo che pensa.
  • Personaggi famosi: si pesca comunque una carta, ma bisogna collegarla a una persona reale, da Sophia Loren a Valentino Rossi.
  • Tema unico: per una serata di Natale o Capodanno si scelgono solo carte di cibo, oggetti di casa o luoghi.
  • Versione in auto: chi è al volante risponde soltanto, il telefono lo tiene il passeggero che tocca i pulsanti.

Consigli per domande migliori

Le prime domande devono dividere il mondo a metà: vivo o non vivo, dentro casa o fuori, più grande di una scatola da scarpe o più piccolo. Solo quando il campo si è ristretto conviene andare sul dettaglio. L'errore classico è partire subito con «È una mela?», che brucia un turno e non insegna niente. Un altro sbaglio è rispondere in modo pignolo: se la domanda è ambigua, meglio dire «forse» e lasciare che il gruppo la riformuli. Chi pensa deve anche scegliere cose che gli altri conoscono; un modello di trapano visto solo da te non è un buon segreto.

Come si decide chi vince

Nella versione classica non ci sono punti: si gioca per il gusto di battere il contatore. Se volete una classifica, segnate su un foglio quante domande sono servite a ogni giocatore per indovinare, oppure date un punto a chi pensa ogni volta che il gruppo arriva a zero senza risposta. Dopo cinque o sei giri vince chi ha totalizzato di più. Una regola utile nei gruppi numerosi: ogni persona può tentare una sola risposta diretta per turno, così nessuno spara nomi a caso e le domande restano ragionate. Chi indovina diventa il prossimo a pensare.

Quando giocarci

Funziona in coppia su un divano, con i bambini dopo cena, in un viaggio lungo o mentre aspettate le pizze. Non richiede penne né fogli e una partita dura pochi minuti, quindi si può interrompere e riprendere senza perdere il filo. Con i più piccoli, lasciate che usino le carte più semplici come Un animale del mare o Un supereroe; con gli adulti le tracce vaghe tipo Un rumore che senti ogni giorno creano le discussioni più divertenti.

FAQ

Come si gioca a 20 domande?

Una persona pensa a una cosa e la tiene segreta. Gli altri fanno a turno domande a cui si risponde sì, no o forse. Nell'app ogni risposta fa scendere il contatore di uno; se il gruppo indovina prima di arrivare a zero vince il gruppo, altrimenti vince chi pensava.

Cosa pensare a 20 domande?

Scegli qualcosa che tutti conoscono ma che non viene in mente subito: un oggetto di casa, un piatto, una città, un personaggio dei cartoni. Se sei a corto di idee, il pulsante dell'idea ti mostra in segreto una delle ottanta carte e tu scegli un elemento preciso dentro quella categoria.

Quali sono le domande migliori da fare?

Quelle che eliminano metà delle possibilità: è vivo, sta in casa, si mangia, è più grande di un forno, lo usi ogni giorno. Le domande su un'unica cosa precisa vanno lasciate alla fine, quando il campo si è già ristretto parecchio.

Si può giocare a 20 domande in due?

Sì, è uno dei giochi di coppia più semplici. Uno pensa, l'altro domanda, poi ci si scambia i ruoli e si confronta quante domande sono servite a ciascuno. Vince chi, dopo tre o quattro round, ha usato meno domande in totale.

Vale rispondere forse?

Sì, nell'app c'è un tasto apposta. Serve quando la domanda non ha una risposta netta, per esempio se chiedono se una cosa è grande e dipende dal paragone. Anche il forse consuma una domanda, quindi conviene riformulare in modo più preciso.

Va bene per giocare con i bambini?

Va benissimo, perché allena la logica senza sembrare un compito. Con i bambini conviene usare categorie concrete come animali, frutta o mezzi di trasporto e magari concedere qualche domanda in più finché non prendono confidenza con le domande larghe.

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